La quarta rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale consiste in un profondo processo di evoluzione economica e produttiva della società determinato da una o più innovazioni tecnologiche.

La nostra storia è stata finora caratterizzata da ben 3 rivoluzioni industriali. La prima rivoluzione industriale nata in Gran Bretagna sul finire del 1700, la seconda rivoluzione industriale databile intorno al 1850 in Europa e Stati Uniti e la terza rivoluzione industriale iniziata dopo la seconda guerra mondiale.

Per capire la portata della rivoluzione industriale attuale ovvero la quarta rivoluzione industriale (da molto condensata in Industria 4.0)  è importante analizzare i fattori principali che hanno portato alle varie rivoluzioni.

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La prima rivoluzione industriale

La prima rivoluzione industriale si identifica con il passaggio dal lavoro domestico e artigianale alla manifattura e avviene in Gran Bretagna a partire dall’ultimo quarto del XVIII secolo, favorito da due importanti innovazioni tecnologiche: la filatrice meccanica, messa a punto dall’inglese James Hargraves e brevettata nel 1770, e l’invenzione della macchina a vapore, dovuta allo scozzese James Watt e brevettata, cinque anni dopo, nel 1775. 

Come fonte d’energia comincia a essere utilizzato il carbone, che viene a poco a poco sostituendo le fonti tradizionali (acqua e legna), mentre le principali materie prime impiegate sono il cotone e la lana, nell’industria tessile, e il ferro, nella nascente industria meccanica.

La progressiva meccanizzazione delle manifatture ne incrementa rapidamente la capacità produttiva, generando una domanda di nuovi mezzi di comunicazione per raggiungere i mercati sempre più ampi. Si assiste pertanto alla nascita delle prime ferrovie e gli esordi della navigazione a vapore dando così il via a un nuovo ciclo di trasformazioni nel campo dei trasporti e delle telecomunicazioni.

 

La seconda rivoluzione industriale

La seconda rivoluzione industriale ha inizio sul finire dell’ottocento con l’industrializzazione in nuovi paesi europei come ad esempio Germania e Italia oltre che al Giappone e agli Stati Uniti. I fattori fondamentali che hanno portato alla seconda rivoluzione industriale possono essere ricondotti sicuramente all’impiego del petrolio e dell’elettricità che danno vita a molte innovazioni come ad esempio il motore a scoppio, la lampadina, il telegrafo ed il telefono. Lo sviluppo della metalmeccanica rende possibile lo sviluppo della produzione di beni di consumo come ad esempio le automobili ed elettrodomestici che, con la loro diffusione, portano al necessario sviluppo delle infrastrutture come strade, gallerie, viadotti, aeroporti, rete elettrica, ecc.). La terza e ultima fase del processo d’industrializzazione collima con le grandi trasformazioni economiche, sociali e politiche maturate tra gli anni ’70 e ’90 del ‘900.

 

La terza rivoluzione industriale

La terza rivoluzione industriale è iniziata verso il 1970 con le grandi trasformazioni economiche, sociali e politiche con la diffusione dell’industrializzazione e la nascita di nuovi paesi industriali.

Punto focale di questa terza fase sono stati certamente i consistenti progressi in settori ad alto contenuto di know how come l’elettronica, l’informatica, la robotica, il settore aerospaziale, la farmaceutica e la bioingegneria.

Tra questi in particolare l’elettronica, l’informatica e la robotica hanno contribuito in modo significativo ai cambiamenti che sono intervenuti nel modo di produrre. Proprio nell’industria automobilistica, che per prima l’aveva sperimentata, la catena di montaggio cede il passo alla lean production, la produzione leggera. Il nuovo sistema funziona attraverso isole di produzione, composte da tecnici e operai, che concorrono tra loro nella migliore realizzazione integrale del prodotto loro assegnato, dall’esecuzione materiale ai controlli e alle revisioni finali, sulla base degli ordinativi che la fabbrica riceve dalle filiali. Presupposti del sistema sono il principio del just in time, produrre cioè in base alle ordinazioni evitando di accumulare scorte di magazzino (la qual cosa comporta un’interazione continua tra produzione e distribuzione) e la qualità totale, ossia la possibilità di apportare miglioramenti al prodotto sia nella fase di realizzazione, sia in sintonia con le esigenze della clientela.

 

I fattori fondamentali della quarta rivoluzione industriale

Dopo aver analizzato brevemente le principali fasi industriali che sono avvenute negli ultimi 3 secoli è importante capire quali sono gli sviluppi tecnologici che stanno alla base dell’attuale quarta rivoluzione.

Il primo è sicuramente l’IoT (Internet delle cose) ovvero gli oggetti che utilizziamo quotidianamente come elettrodomestici, veicoli, abbigliamento, ecc., ma anche macchine industriali e sistemi produttivi che integrano al loro interni sistemi per connettersi ad internet per “comunicare” con altri dispositivi.

Anche l’AI (intelligenza artificiale) è una tecnologia fondamentale nell’industria 4.0 in quanto software in grado di “apprendere” supportati da computer con sempre più elevate capacità di calcolo sono in grado di elaborare grandi quantità di informazioni in tempi rapidi, analizzare modelli complessi ed arrivare a formulare delle soluzioni.

L’applicazione dell’AI e dell’IoT nell’industria consente ad esempio di ottimizzare sempre più i processi produttivi migliorando gli approvvigionamenti delle varie isole produttive, riducendo al massimo i fermi macchina per manutenzioni o riparazioni.

Non sono solo questi in fattori che stanno portando alla quarta rivoluzione industriale, bisogna considerare anche i consistenti miglioramenti della robotica, l’uso di materiali innovativi, lo sviluppo della stampa 3d, l’applicazione della realtà virtuale, ecc.

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